di Lorenzo Vittorio Labruna

È ormai a tutti noto come, al giorno d’oggi, le data-driven technologies siano il principale motore dell’innovazione e del progresso. Sul punto l’Unione Europea ha sempre tentato di perseguire una via originale, senza mai mutuare del tutto le scelte legislative dei vicini. Questo tipo di approccio ha dato origine nel 2016 al GDPR, che costituisce tutt’ora una delle normative più complesse e garantiste in tema di dati personale a livello mondiale.

Recentemente, la Commissione ha presentato un documento che svela la propria “visione” sul futuro ruolo dell’Unione Europea nel campo della tecnologia dei dati e quali strategie intende adottare per perseguirla. La comunicazione intitolata “An European strategy for data”, pubblicata il 19.02.2020, dipinge il quadro di un’Europa che promuove un’economia basata sullo scambio massivo di dati. Nell’idea della Commissione, tale scambio dovrebbe configurarsi come un singolo mercato Europeo di dati (o un data space) che permetta la più ampia condivisione di dati possibile con il più ampio numero di soggetti e con caratteristiche idonee a garantire, da un lato, il rispetto delle norme sulla protezione dei dati personali e, dall’altro, le norme relative alla concorrenza ed al divieto di aiuti di stato.

Per raggiungere questo ambizioso obiettivo, la Commissione individua quattro ambiti d’azione (pilastri) principali su cui basare la propria strategia. Il primo pilastro riguarda l’istituzione una cornice normativa comune in materia di accesso ed utilizzo dei dati fra gli Stati Membri, in modo da ridurre la frammentazione normativa infra-unitaria che impedisce la corretta circolazione dei dati. Il secondo si basa, invece, su un piano di investimenti relativi al mondo del data-sharing e della data governance, con uno stanziamento di fondi diluito fra il 2021 ed il 2027. Il terzo pilatro opera un focus sull’ambito soggettivo, introducendo nuovi strumenti che garantiscano un maggior rispetto dei dati personali, prevedendo finanziamenti diretti a promuovere la formazione di nuovi professionisti del settore e creando nuove opportunità di business per PMI e start-up. Infine, la Commissione auspica la creazione, in alcuni settori strategici e di pubblico interesse, di Data space Europei comuni. Questi data space avranno l’obiettivo di permettere una più efficiente e diffusa condivisione di dati a livello paneuropeo in settori specifici, quali salute, energia, agricoltura e Pubblica Amministrazione.

Il risultato perseguito dalla strategia Europea è quello della creazione di un sistema di condivisione dei dati “open as possible, closed as necessary”, ovverosia che riesca a coniugare le esigenze di condivisione di una grande mole di dati con il rispetto delle stringenti disposizioni del GDPR.