di Nunzia Pirro 

La Cassazione ritorna sul tema del concorso di colpa del pedone che, attraversando fuori dall’area delle strisce pedonali, non concede la precedenza ai veicoli e viene investito. Il principio è stato riaffermato dalla Sezione VI Civile, nell’ordinanza n. 2241/2019, che ha rigettato il ricorso proposto dal coniuge e dalla figlia di una signora defunta e confermato la decisione della Corte d’Appello di Perugia. Quest’ultima, in parziale accoglimento del gravame, in riforma parziale della pronuncia di primo grado, rideterminava nella misura del 60% e del 40% la concorrente responsabilità rispettivamente dell’estinta e del conducente che l’aveva investita. Con ricorso per Cassazione, i parenti della vittima lamentavano l’erronea valutazione della condotta di guida del conducente del veicolo e l’erronea attribuzione al pedone della corresponsabilità prevalente nell’occorso, a nulla rilevando che il fatto si sia verificato in prossimità di una chiesa e di un attraversamento pedonale e che dunque il conducente avrebbe dovuto tenere una condotta di guida particolarmente prudente ed osservare l’obbligo di attenzione previsto dagli artt. 190 e 191 CDS evitando così tranquillamente l’investimento. La Suprema Corte richiama alcuni principi in materia di concorso di colpa ed osserva come il conducente di veicoli a motore è onerato da una presunzione di colpa e ove il giudice si trovi a dover valutare e quantificare l’esistenza di un concorso di colpa tra la colpa del conducente e quella del pedone investito deve: muovere dall’assunto che la colpa del conducente sia presunta e pari al 100%; accertare in concreto la colpa del pedone; ridurre progressivamente la percentuale di colpa presunta a carico del conducente via via che emergono circostanze idonee a dimostrare la colpa in concreto del pedone. Dunque, nell’ affermare che il comportamento assunto dalla vittima è comunemente qualificato dalla giurisprudenza quale concausa nella produzione dell’evento -atteso che sul pedone che attraversi la strada al di fuori delle strisce pedonali grava l’obbligo di dare la precedenza ai veicoli -e che Il giudice di prime cure, quindi, non ha fatto altro che applicare tale regola sulla scorta di quanto appurato dalla consulenza tecnica d’inchiesta, la Corte Suprema di Cassazione rigetta il ricorso e conferma la decisione della Corte d’Appello.